La Lira Umbra

Care Donne e Uomini dell’Umbria,

è mio dovere, di uomo dello Stato, farVi uscire dalla palude dell’ignoranza, in cui Vi tiene questo regime politico da troppi anni.

Molti sanno che le banconote emesse dalla Banca Centrale Europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione, cioè l’euro (art. 127, comma 1, Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che ha recepito il Trattato di Maastricht).

Ma pochi sanno che gli Stati o Regioni conservano il diritto di adottare monete (cartacee, metalliche, elettroniche) a corso libero, che non possono essere rifiutate da qualsiasi creditore.

La moneta a corso libero non è stata disciplinata dal trattato di Maastricht né da qualsiasi normativa nazionale perché essa rientra nella libertà dell’iniziativa economica privata, diritto costituzionalmente riconosciuto e garantito (art. 41 Cost.).

La Banca Centrale Europea ha osservato che una moneta a corso libero rientra nella libertà di scelta del creditore, il quale è assolutamente libero di concordare con il debitore in quale moneta essere soddisfatto. La BCE parla di “moneta contrattuale”.

Lo Stato, o la Regione, in quanto creditore, è pienamente libero di accettare in pagamento dei propri crediti una moneta diversa da quella avente corso legale.

Lo Stato, o la Regione, ben può affiancare all’euro un’altra moneta avente corso libero, emessa dallo Stato o da altro Ente, mediante i quali i debitori dello Stato, senza esserne obbligati, possono estinguere le proprie obbligazioni pecuniarie con lo Stato.

L’accettazione di tale moneta indurrebbe i consociati a fare altrettanto, ad accettare una moneta a corso libero in pagamento dei propri crediti.

In tal modo si introduce una doppia circolazione monetaria, una con l’euro per le relazioni internazionali, una con la nuova moneta, riservata alle transazioni interne.

L’adozione di questa nuova moneta regionale può essere effettuata per il pagamento dei tributi e per varie provvidenze (buoni trasferibili per sconti fiscali più o meno posticipati, la cosiddetta moneta fiscale, a condizione che tali buoni restino trasferibili anche per lo Stato, ciò al fine di ridurre il carico tributario del contribuente) compreso il titolo di reddito universale.

La nuova moneta non incrementa il debito pubblico; peraltro, con la diminuzione del fabbisogno monetario in euro, lo Stato avrebbe bisogno di collocare sempre meno titoli di debito, quindi diminuirebbe progressivamente il debito pubblico.

Non avendo bisogno di tassare i cittadini per procurarsi la moneta a corso libero, lo Stato ridurrebbe la pressione fiscale, così aumentando anche la domanda privata.

In merito va osservato che la Banca Centrale Europea ha rilevato: “I sistemi di moneta complementare consentono ad una comunità locale o regionale di mobilitare le proprie risorse sottoutilizzate per soddisfare bisogni che altrimenti rimarrebbero insoddisfatti. La liquidità aggiuntiva che essi forniscono è un modo per incrementare i servizi, sia commerciali che pubblici, senza ricorrere a mutui o ad incrementi di tassazione. Le monete locali consentono l’adozione di soluzioni lavorative più eque ed efficienti, poiché i cittadini a basso reddito possono effettuare i pagamenti di servizi mediante moneta locale, che possono procurarsi lavorando a progetti di pubblica utilità, piuttosto che nella moneta nazionale che a loro manca. Le monete complementari sono legali, nonostante vi siano normative da considerare, a livello nazionale o sovranazionale. Le monete complementari possono incoraggiare il dibattito democratico negli enti locali circa il livello dei servizi pubblici desiderato, in ambiti che includono: l’educazione, la salute, i servizi sociali, la sicurezza pubblica, la protezione ambientale, ecc. Le monete complementari consentirebbero di evitare i rischi connessi ad un pesante indebitamento, sia comunale, sia regionale, che statale”.

Va, infine, considerato che la moneta complementare, fra l’altro, limita lo strapotere delle banche che svolgono attività speculativa, e pur ricevendo sostanziosi finanziamenti de parte dello Stato, concessi per salvare alcune banche, violano l’art. 47 della Costituzione che così recita: “La Repubblica incoraggia a tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”;

L’esercizio del potere della creazione monetaria verrebbe sottoposto al giudizio dell’elettorato, con un vaglio democratico in merito alla gestione del potere della creazione del denaro.

Non vi sarebbero problemi di ordine inflazionistico, poiché tali problemi insorgono quando non vi è il pieno impiego dei fattori produttivi;

In tale contesto, ben consapevole di operare nel pieno della legalità e nel rispetto di tutte le norme in materia, CHIEDO A VOI CITTADINI UMBRI, DONNE E UOMINI, il vostro voto per divenire Presidente della Regione Umbria, e in tale carica istituzionale, legittimata dal vostro consenso in modo democratico:

  • concederò ai tutti i residenti nella Regione il reddito universale nella misura di 1.000 Lire Umbre, che non viene finanziato dalla fiscalità generale, o peggio sottraendo denaro ai pensionati, ma dall’emissione sovrana di questa moneta a corso libero, che Vi allego in fac-simile;

  • costituirò la Banca Libera dell’Umbria (BLU), che avrà il compito di stampare la Lira Umbra, distribuirla, vigilare sulla sua distribuzione e gestire i relativi movimenti finanziari sotto l’alto controllo della Presidenza della Regione e della competente Commissione regionale;

  • migliorerò le condizioni dei bambini (come la riduzione del lavoro minorile e dell’abbandono scolastico), le condizioni di salute, dei risparmi, indurre i lavoratori a non accettare condizioni di lavoro sfavorevoli o stipendi troppo bassi;

  • svilupperò un maggiore potere d’acquisto, così aumentando la domanda di beni e servizi, con benefici a livello macroeconomico;

  • aumenterò la forza contrattuale del lavoratore (attuale o potenziale), così producendo benefici a livello microeconomico, nonché a livello sociale;

  • incrementerò attività lavorative autonome, dando spazio alle proprie attitudini, alla propria creatività, alle proprie passioni, dando nuova linfa all’artigianato;

 

Il Candidato a Presidente della Regione Umbria

Antonio Pappalardo

La Lira Umbra
Torna su