Chi è Antonio Pappalardo

Antonio Pappalardo nasce a Palermo il 25 giugno 1946, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale al ritorno del padre dal campo di sterminio di Dora-Buchenwald, dove era stato rinchiuso per aver rifiutato da carabiniere di collaborare con i Nazisti. Da lui apprende che la libertà e la democrazia sono indispensabili per la crescita di un popolo, che deve lottare con ogni mezzo per difenderle.

LA CARRIERA MILITARE
Diplomatosi al Liceo Scientifico “Cannizzaro” di Palermo, frequenta l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Al termine degli studi militari, viene promosso Tenente. Destinato al comando di un plotone presso la Scuola Sottufficiali dei Carabinieri di Firenze, ottiene il suo primo comando territoriale in Calabria, alla Tenenza Carabinieri di San Marco Argentano in provincia di Cosenza. Promosso Capitano, viene trasferito a Pordenone al comando della Compagnia omonima. In quella sede si distingue per la lotta contro il terrorismo e per l’assistenza alla popolazione nel grave terremoto del 1976 in Friuli.
Dopo la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Padova e un master annuale in “Studi europei” nell’Istituto “Alcide De Gasperi” di Roma, viene trasferito, con il grado di Maggiore, al Comando Generale dei Carabinieri di Roma dove ricopre diversi incarichi presso l’Ufficio Ordinamento, Ufficio Operazioni, Ufficio Pubbliche Relazioni.
Comanda il Centro Sportivo Carabinieri all’epoca in cui l’Appuntato Tomba primeggia nello sci a livello mondiale.
Nel grado di Tenente Colonnello viene eletto nel 1988 Presidente del COCER Carabinieri (organo di rappresentanza dei Carabinieri), incarico che mantiene sino al 1991.
Nel 1989 l’avv. Fabrizio Fabrizi, poi ucciso in un agguato in Chieti in circostanze mai chiarite, chiede a Pappalardo di sostenere il ricorso dei marescialli e brigadieri dei carabinieri e finanzieri per l’equiparazione agli ispettori di polizia.
Sebbene con il solo COCER Carabinieri, Pappalardo riesce a far vincere il ricorso a ben 23.000 marescialli dell’Arma e a 9.000 Marescialli della Guardia di Finanza, che ottengono arretrati dai 15 ai 30 milioni di lire.
Storico è il suo incontro con il Presidente della Corte Costituzionale, Ettore Gallo, che seppur invitato dal governo a non far vincere il ricorso ai sottufficiali dei Carabinieri, alla fine, dopo aver ascoltato le giuste argomentazioni di Pappalardo, da ragione a questi ultimi.
Dopo un breve periodo di comando del Gruppo Roma 3, a Frascati, nel 1992 viene eletto alla Camera dei Deputati in una lista indipendente di uomini in uniforme appoggiata al PSDI.
Nel gennaio 1992 riceve un avviso di garanzia per il reato di diffamazione in danno del Comandante Generale Antonio Viesti, per aver detto al GR1, così si legge dal capo di imputazione, “Il Comandante Generale non può essere scelto dalle segreterie dei partiti”.
Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 2 giugno 1992 viene insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

LA CARRIERA POLITICA
Nell’aprile del 1992 viene eletto nella lista “Rinascimento Italiano”, con soli uomini in uniforme candidati, appoggiata al PSDI, ricoprendo la carica di Vice Presidente della Commissione Difesa e di Membro della Commissione Finanze.
Nel marzo del 1993, dopo essere entrato nel Gruppo Misto, costituisce il movimento politico “Solidarietà democratica”, con cui si candida a sindaco di Pomezia, ottenendo il 13,9% dei voti, venendo eletto Consigliere insieme a Luigi Martucci, dello stesso Movimento.
Nel 1993 viene eletto Membro della Commissione terrorismo e stragi, occupandosi dell’omicidio di Aldo Moro e dell’abbattimento dell’aereo in Ustica.
Il 6 maggio 1993 viene eletto Sottosegretario di Stato alle Finanze nel governo Ciampi, ma l’11 maggio successivo, il Tribunale militare, pur essendo Pappalardo un deputato, lo condanna a 8 mesi reclusione per la diffamazione a Viesti.
Per questa condanna, Ciampi si aggrappa alla vicenda Tangentopoli e pretende l’estromissione di Pappalardo dal Governo.
A seguito dello scontro Pappalardo/Ciampi, interviene il Presidente della Repubblica Scalfaro, che, pur dandogli ragione, in quanto per un reato di opinione, peraltro in primo grado, non si possono adottare provvedimenti di tal genere, per la prima volta nella storia della Repubblica, chiede a Pappalardo di inghiottire il rospo e di dimettersi.
Pappalardo rifiuta sdegnosamente, per cui il 21 maggio Scalfaro firma il provvedimento di estromissione del governo per “atto dovuto”.
La condanna a 8 mesi viene ridotta in appello a 3 mesi il 19 ottobre 1994 e poi cassata senza rinvio dalla Corte di Cassazione il 2 dicembre 1997, perché “il fatto non costituisce reato”.
Ma a Pappalardo non viene restituita la carica di Sottosegretario.
Nel novembre 1993, alle elezioni comunali di Roma, è candidato alla carica di sindaco, con la lista “Solidarietà democratica”, che, analogamente a Pomezia, si pone contro tutti gli schieramenti politici, che invano cercano di cooptarlo. Persino Rutelli si reca nel suo ufficio per convincerlo a entrare nella sua coalizione, ma Pappalardo rifiuta, volendo rimanere estraneo a tutti i partiti, ritenuti responsabili del disastro della città.
Nonostante questa sua presa di distanza da tutti i partiti, i romani non lo premiano come a Pomezia, per cui ottiene solo lo 0,55% dei consensi.
Nel 1994, rientrato nell’Arma, viene promosso colonnello.
Lo stesso anno viene candidato personalmente da Fini in Alleanza Nazionale alle elezioni europee nel collegio Sicilia/Sardegna, ottenendo 17.000 voti, ma non risultando eletto.

RIPRESA DELLA CARRIERA MILITARE
Al termine del mandato parlamentare, riprende la sua carriera nell’Arma, assumendo l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Regione Carabinieri Abruzzo e Molise.
Nel 1996 diventa Vice Comandante della Regione Umbria.
Nel 1998 assume l’incarico di Comandante del 2° Reggimento Carabinieri, con sede in Roma.
Nel 1999 viene nuovamente eletto alla carica di Presidente del COCER Carabinieri.
Sostiene il Comando Generale dell’Arma nella dura vertenza per l’approvazione della Legge sul Riordino dei Carabinieri.
Storici sono gli scontri con il Sottosegretario agli Interni Brutti, che pretendeva con un decreto di ridurre le attribuzioni dei Carabinieri, e con il Capo del Governo D’Alema, in ben due occasioni: nella prima, quando voleva imporre a militari e poliziotti un aumento risibile di 18.000 lire; nella seconda, quando nel pacchetto sicurezza si intendeva con due emendamenti porre le stazioni carabinieri alle dipendenze dirette della Questura e dei Commissariati.
Nella prima circostanza, dopo un duro scontro, gli aumenti furono elevati a 250.000 lire, e i due emendamenti ritirati. A detta dei vertici dell’Arma, Pappalardo aveva salvato l’Istituzione.
Nel marzo del 2000 D’Alema e Minniti del PD, al governo, accusano Pappalardo, con la complicità dei vertici del Comando Generale dell’Arma, di essere un golpista per aver diffuso quale Presidente del COCER il documento “Sullo stato del morale e del benessere dei Cittadini”, in cui denuncia che i partiti politici hanno causato disastri al Paese e alla sua economia. Tre mesi dopo l’accusa del PD crolla e tutto viene archiviato.
Ma nel mese di dicembre successivo Pappalardo non veniva promosso Generale di Brigata, per il veto del governo.
Nel 2002 è Capo di Stato Maggiore della Divisione Unità Specializzate a Roma.
Nel 2006 viene collocato in congedo con il grado di Generale di Brigata.

RIPRESA DELLA CARRIERA POLITICA E SINDACALE
Nel 2007 Pappalardo, insieme al Commissario Giuseppe Pino, della Polizia di Stato costituisce il SUPU, Sindacato Unitario Personale in uniforme, che ha l’alto onore di essere presentato in una sala del Senato della Repubblica, dove Pappalardo riesce a far intitolare un’aula a Filippo Raciti, ispettore di Polizia, ucciso nei disordini davanti allo stadio di Catania.
Nel 2011 Pappalardo viene nominato Assessore alla sicurezza nel Comune di Lampedusa.
Essendosi posto a difesa degli interessi degli isolani, viene denunciato dalla DIGOS di Agrigento per aver parlato con “voce vibrante” al telefono con il Sindaco che non concedeva ai suoi conterranei una sala per una riunione.
Il processo/farsa è terminato dopo cinque anni con l’assoluzione piena, non esistendo il reato di “voce vibrante”.
Nell’aprile del 2016 Pappalardo, insieme a diversi esponenti, soprattutto meridionali, costituisce il “Movimento Liberazione Italia”, che si prefigge gli obiettivi di restituire la piena sovranità al popolo italiano e la piena legalità alle massime Istituzioni della Repubblica.
In tale contesto, denuncia alla Procura della Repubblica di Roma i 70 Padri costituenti che nel 1948 inserirono l’art. 75 nella Costituzione, che sottrae la sovranità internazionale al popolo, così da non consentirgli ogni potere di controllo sui diversi accordi internazionali e sull’introduzione dell’euro.
La Procura della Repubblica di Roma ha concordato con le valutazioni del Movimento, auspicando l’intervento del legislatore per l’eliminazione del suddetto articolo.
In prosieguo il Movimento, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del gennaio 2014, che ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale “Porcellum”, ha denunciato nel 2016 tutti i parlamentari e governanti per usurpazione di potere politico.
Il 21 dicembre 2017, dinanzi alla inerzia della magistratura di Roma, Pappalardo si è presentato, con una delegazione del Movimento Liberazione Italia, dinanzi al Quirinale per dichiarare in arresto Sergio Mattarella, eletto nel febbraio 2015 da un parlamento di non convalidati.
Il relativo verbale è stato consegnato ai Carabinieri della Stazione Roma/Quirinale, che la Procura della Repubblica di Roma non ha convalidato né annullato.
Poiché la nuova legge “Rosatellum” è stata approvata da un parlamento di non convalidati Pappalardo ha presentato un ricorso al Tar del Lazio per far annullare le elezioni.
La Corte di Cassazione non ha esaminato il contenuto del ricorso in quanto lo stesso doveva essere fatto in appello al Consiglio di Stato e a tutt’oggi nessun giudice si dichiara competente ad esaminare i delitti che sono stati commessi nella storia più buia della Repubblica, con una stampa del tutto complice e silente.
Nell’ottobre 2018 firma con il Generale Didier Tauzin, portavoce dei Gilet Gialli francesi, la “Carta Europea dei Popoli Liberi e Sovrani”, in cui auspica gli Stati Uniti d’Europa ma non sotto il controllo delle burocrazie e con regole democratiche.
Nel marzo del 2019 pubblica il libro “Chi ha ucciso Carlo Alberto Dalla Chiesa?”, in cui punta il dito contro i mandanti politici dell’omicidio.
Al fine di indicare in quale stato di crisi e di abbandono si trovano le Istituzioni della Repubblica, scrive e musica l’opera “La Nuova Commedia”, in cui, a somiglianza di Dante Alighieri, colloca all’Inferno tutti coloro che hanno distrutto l’Italia e il Mondo.
Nel mese di giugno 2019 si candida alle elezioni regionali in Umbria con un programma politico del tutto innovativo che prevede:

  • lo scioglimento di tutti i partiti e movimenti in quanto anticostituzionali;
  • l’introduzione nella Regione Umbria di una moneta complementare la “LIRA UMBRA”, per eliminare la forte disoccupazione e incentivare le imprese.

ATTIVITA’ ARTISTICA
Accanto alla sua carriera militare e politica, Antonio Pappalardo ha sviluppato una ricca attività artistica. Compositore di musica dall’età di 14 anni, ha col tempo ampliato questa sua passione.
Contemporaneamente è attivo nel campo letterario come autore di saggi professionali, come “I Servizi per le informazioni e la sicurezza. Note sul segreto di Stato e la sua protezione”, in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, anno 1984, n. 3; “Che fine ha fatto la bomba “N”?”, in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, anno 1985, n. 2; “Riflessioni sul reato militare”, in Rivista di polizia, fascicolo V, maggio 1987; “COCER Carabinieri- cronaca di un’avventura sindacale”, edizioni Ventura, 1992; “La vera storia dei Carabinieri”, edizioni, Il Pediatra , 1992; “Classificazione della armi nella normativa vigente”, in Rassegna Arma dei Carabinieri, 1992; “Il Corpo dei Carabinieri in Sicilia”, in Rassegna Arma dei Carabinieri.
Ha scritto un romanzo “Il re della Timpa del Forno”, edizioni Kappa, in cui sono confluite le sue esperienze di vita nel Meridione d’Italia, la raccolta di poesie “E se morti non viviamo”, edita da “Pagine”, il libro futurista “L’utopia dell’Ummita”, “Dov’è il Corpo di Cristo”, “Il Generale che fa sognare”, “La Comunista”, “Chi ha ucciso Carlo Alberto dalla Chiesa?”, “Le ideologie dinamiche”.
Inoltre, Antonio Pappalardo si dedica alla pittura.
La sua produzione musicale si ascrive alla tradizione post-moderna, che pone particolare accento alla melodia (spesso di origine mediterranea), e tende a mescolare i singoli generi affinché sia maggiormente raggiunto il fine ultimo della musica che è il messaggio universale.
Le seguenti opere costituiscono la sua produzione musicale:

  • “Missa militum”, per voce naturale, voce recitante, soli, orchestra e cori, dedicata ai soldati in missione di pace in tutto il mondo;
  • “Ave Maria”, per voce naturale, coro e orchestra;
  • “Canto della Natività”, per baritono, coro e orchestra;
  • “Cantico delle Creature”, per voce naturale, soli, coro e orchestra;
  • “Saga siciliana”, per voci naturali, gruppo folk, cori e orchestra, in dialetto siciliano;
  • “Verso le stelle”, opera in tre atti, di un immaginario viaggio ai confini dell’universo per scoprirne l’origine;
  • “Bhailpevaco”, canti sacri delle religioni Indù (Bhagavadgita), Pagane, Ebraica (Pentateuco), Cristiana (Vangelo di Matteo), Islamica (Corano), per voce naturale, gruppi musicali folcloristici, coro, orchestra;
  • “Missa humilis”, per quartetto classico e moderno, coro, orchestra, in latino, e otto lingue moderne (cinese, polacco, italiano, tedesco, inglese francese, portoghese, spagnolo), dedicata agli umili e agli emarginati;
  • “Vita nova”, per voce naturale, coro e orchestra, dedicata a Madre Teresa di Calcutta.
  • “Annaelena”, serenata per clarinetto e orchestra;
  • “Ave Maria, mater Dei”, in italiano e latino, per soprano, coro e orchestra;
  • “Notturno in Val d’Ustica”, dedicata al poeta Orazio, che nella valle d’Ustica, in provincia di Roma, possedeva un villa, donatagli da Mecenate, di cui ancora oggi si ammirano i ruderi. L’opera è per voce recitante, baritono, e orchestra;
  • “Il Re della Timpa del Forno”, opera in tre atti;
  • “Reconciliation”, opera in 4 scene, per soli, coro e orchestra, sinfonia europea.
  • “Ohne Unterschied”, dedicata al Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, per voce moderna, coro e orchestra;
  • “Cavalieri alati”, marcia d’ordinanza per il Reggimento carabinieri paracadutisti, per coro e fanfara;
  • “Concerto per Orazio”, per soprano, coro e banda;
  • “Ballata triste” e “Il canto del gallo”, per orchestra e timpani, dedicati a Falcone e Borsellino.
  • “Natale a Kabul”, per voce moderna, coro e orchestra;
  • “Il Generale”, per voce moderna, coro e orchestra, dedicata al Generale Carlo Alberto dalla Chiesa;
  • “Sulla via di Francesco”, opera in tre atti, per soli, coro e orchestra;
  • “Maria di Magdala – Lucius Birrius, soldato testimone di Cristo”, per voce recitante, soli, coro e orchestra
  • “Il soffio di Dio”, per soli, coro e orchestra, oratorio postulante la beatificazione di Salvo D’Acquisto.
  • “Maria”, per due soprani e orchestra, con testo del poeta Corrado Calabrò, in occasione dell’80° anniversario della nascita di Maria Callas;
  • “Il sogno di Colombo”, opera in tre atti, per soli, coro e orchestra, dedicata al grande navigatore;
  • “Giza”, opera in tre atti, per soli, coro e orchestra, un immaginario viaggio nella storia degli antichi Egizi;
  • “Il vento di Mykonos”, su testo del poeta Corrado Calabrò, per soli, coro ed orchestra.
  • “Petros enì”, per soli, coro e orchestra, in occasione del 500° anniversario della costruzione della Basilica di san Pietro;
  • “Noli quaerere requiem”, per soli coro e orchestra, in memoria dei soldati morti nella prima guerra mondiale;
  • “American Symphony”, per soli coro e orchestra, in omaggio al popolo americano, melting pot;
  • “Venezuela Symphony”, per soli, coro e orchestra, in omaggio al popolo venezuelano;
  • “Turkish Symphony”, per soli, coro e orchestra, in omaggio al popolo turco;
  • “Revolution Symphony”, per soli, coro e orchestra, in omaggio ai popoli liberi e sovrani;
  • “Melita”, opera in tre atti dedicata all’isola di Malta;
  • “La Trabaccara”, leggenda in tre atti dell’isola di Lampedusa.

Diverse sue opere, musicali e letterarie, sono già state rappresentate, fra cui:

  • 1980, Palazzo Barberini, Roma, presentazione da parte di Walter Pedullà del romanzo “Il Re della Timpa del Forno”, edizioni Kappa
  • 25 agosto 1996, Abbazia di Farfa, “Missa Militum”, prima esecuzione assoluta del Kirye e del Gloria, soli, coro ed orchestra del Festival di Farfa, diretti dal M° Riccardo Giovannini.
  • 2 febbraio 1997, Auditorium di San Domenico, Foligno, “Missa militum”, prima esecuzione assoluta dell’intera opera, coro e orchestra Accademia Strumentale Umbra, diretti da Carlo Segoloni. Voce solista Franco Simone
  • 14 giugno 1997, Tempio di San Fortunato, Todi, “Missa militum”, replica, con Franco Simone
  • 21 giugno 1997, Chiesa di San Giovanni Battista di Marsciano (PG), “Ave Maria”, “Padre nostro”, prima esecuzione assoluta, soli, coro e orchestra diretti dal M° Segoloni
  • 22 giugno 1997, Chiesa di San Domenico, Gubbio, “Missa militum”, replica.
  • 17 luglio 1997, Basilica di San Domenico di Città di Castello, Festival delle Nazioni, “Missa militum”, replica.
  • 23 agosto 1997, Chiesa di Sant’Antonio dei Portoghesi, Roma, “Ave Maria”, replica diretta dal M° Giovannini
  • 24 agosto 1996, Abbazia di Farfa, “Ave Maria”, replica.
  • 7 settembre 1997, Teatro di Verdura, Palermo, “Missa militum”, replica, con Franco Simone e Segoloni.
  • 5 dicembre 1997, Duomo di Perugia, “Missa militum”, replica.
  • 12 giugno 1998, Basilica di S. Maria in Aracoeli, Roma, “Missa militum”, replica, con Franco Simone e Segoloni.
  • 20 giugno 1998, Chiesa di San Giovanni Battista, Marsciano, “Ave Maria”, “Padre Nostro”, “Ballata Triste”, prima esecuzione assoluta.
  • 4 luglio 1999, Chiesa di San Giovanni Battista, Marsciano, “Ave Maria”, “Ballata Triste”, “Annaelena”.
  • 28 agosto 1999, Piazza del Palazzo, Licenza (Roma), “Notturno in val d’Ustica”, prima esecuzione assoluta.
    16) 29 agosto 1999, Chiesa di Percile, Roma “Notturno in val d’Ustica”, replica.
  • 9 dicembre 1999, Auditorium “Pium”, via della Conciliazione, Roma, “Missa humilis, prima esecuzione assoluta, con Accademia strumentale umbra, Coro lirico sinfonico romano del M° Cucci, diretti dal M° Segoloni.
    18) 29 dicembre 1999, Chiesa di San Domenico, Gubbio, “Canto della Natività”, replica.
  • 30 dicembre 1999, Basilica di San Francesco in Assisi , “Canto della Natività”, replica.
  • 4 aprile 2000, Basilica di Santa Maria degli Angeli, Roma, “Missa humilis”, replica, con il tenore Gianluca Terranova, Soprano Amarilli Nizza, Mezzosoprano Alisa Zinovjeva, e con Roberto Tiranti, diretti dal M° Segoloni.
  • 11 dicembre 2001, concerto di Natale, Comando Unità Mobili e Specializzate, Roma, “Ave Maria”, mater Dei” (prima esecuzione assoluta), “Padre nostro”, “Canto della Natività”.
  • 29 giugno 2002, Villa di Orazio in Licenza (Roma), “Concerto per Orazio”, prima esecuzione assoluta.
  • 11 dicembre 2002, Concerto di Natale, Comando Unità Mobili e Specializzate, “Ave Maria”, “Il Generale”, “Maria Madre de los humiles”, “Natale a Kabul”, (prima esecuzione assoluta).
  • 25 aprile 2003, Licenza di Roma, presentazione libro poesie “E se morti non viviamo”, con Cosimo Cinieri.
  • 29 aprile 2003, Caltagirone, presentazione libro poesie “E se morti non viviamo”; esecuzione “Vegnu”, “Sanctus, Benedictus”, dalla Missa militum.
  • 19 giugno 2003, Centro Tevere Carabinieri, Roma, presentazione libro di poesie “E se morti non viviamo”, con Cosimo Cinieri e Lando Buzzanca; esecuzione: “Ave Maria, mater Dei”, “Chissa” (da “Il Re della Timpa del Forno”), “Vegnu” (dalla Saga siciliana), “Mariyo” (dalla Missa humilis), “Sanctus” (dalla Missa militum”), “Canto a Maria” (dalla Missa humilis), “Fidiricu” (dalla Saga siciliana), “Ballata triste” (dalla Saga siciliana). Soprano Rossana Potenza, tenore Gianluca Terranova. Voce solista Egidio Termine. Maestro Carlo Segoloni al pianoforte.
  • Teggiano, 11 ottobre 2003, presentazione libri “E se morti non viviamo” e “Sul mio sentiero”, con Cosimo Cinieri. Esecuzione “Serenata per Annaelena” . Al clarinetto Massimo Munari.
  • 8 novembre 2003, Santa Margherita Ligure, “Sul mio sentiero” di Annelen Josten e “E se morti non viviamo”, raccolta di poesie, con Cosimo Cinieri, repliche di “Notturno in Val d’Ustica” e “Serenata per Annaelena”.
  • 25 ottobre 2004, Sala Nervi del Vaticano, “Vita nova”, prima esecuzione assoluta. Voce moderna Antonella Ruggiero, contralto, Daniela Barcellona, tenore Vittorio Gigolo, Basso Ildair Adbrazakov, coro e orchestra Teatro dell’Opera di Roma, diretti dal M° Gianluigi Gelmetti. Concerto trasmesso da Rai 1.
  • 3 dicembre 2003, Sala Auditorium del Parco della Musica di Roma, “Maria”, in occasione dell’80° anniversario della nascita di Maria Callas, prima esecuzione assoluta, con repliche di “Notturno in Val d’Ustica”, “Serenata per Annaelena”, “Finale” dalla “Missa militum”l, con orchestra sinfonica di Pescara, diretta dal M° Riccardo Santoboni. Soprani Susanna Cristofanelli e Patrizia Polia, voce recitante Cosimo Cinieri.
  • 6 marzo 2004, Chiavari, Villa Rocca, “Sul mio sentiero” di Annelen Josten e “E se morti non viviamo”, raccolta di poesie, e repliche con Settimino, diretto dal M° Santoboni, di “Danza” dal “Notturno in Val d’Ustica”; “Hope”, “Venezia”, prime esecuzioni assolute. Con Gianluca Terranova e Cristofanelli e Cosimo Cinieri.
  • 18 maggio 2004, Palazzo Barberini, presentazione poesie a musica di Annelen Josten, Corrado Calabrò e Antonio Pappalardo, con Cosimo Cinieri. Replica della “Danza”, “Hope” e “E’ vasto il cielo” e Lascia la Grecia” (Da “Maria”). Interpreti Timothy Martin e Rossana Potenza.
  • 13 ottobre 2004, Basilica di Santa Chiara, Napoli, Oratorio di postulazione della Beatificazione di Salvo D’Acquisto, “Il soffio di Dio”, prima esecuzione assoluta, coro e orchestra del Conservatorio di Santa Cecilia, diretti dal Maestro Ernesto Gordini. Voci recitanti Massimo Rigillo, Lina Sastri, voce moderna Sal da Vinci. Concerto trasmesso da Rai 2 il 30 ottobre 2004;
  • 21 ottobre 2004, Tirana, Cattedrale di San Paolo, 22 ottobre Scutari, Chiesa di San Francesco, “Vita nova”, con solisti, coro e orchestra dell’Albania;
  • 25 febbraio 2005, Roma, Parco della musica, Sala Sinopoli, “Il soffio di Dio”, replica, con Cosimo Cinieri, voce recitante e Alma Strazimiri, contralto;
  • 28 luglio 2005, replica “Messa degli Umili”, in memoria di Giovanni Paolo II, Castelgandolfo, con Rita Cammarano, Linda, Lucia Mastromarino, Giulio Liguori, Roberto Tiranti, Sergio Moschetti, orchestra “Ciaikowski” di Udmitria (Russia) Direttore Domenico Virgili;
  • 9 dicembre 2005, Roma, Auditorium Pium, “Il vento di Mykonos”, testo di Corrado Calabrò, con Franco Simone, Rita Cammarano, Emanuela Loffredo, Fausta Vetere, Direttore Maurizio Dones;
  • 2 luglio 2006, Basilica di San Pietro, in Roma, Aula della Benedizione, “Petros Eni”, per soli, coro e orchestra, per celebrare il 500° anniversario della Basilica Vaticana, con soprano Maria Dragoni, direttore d’orchestra M° Veronese.
  • 14 ottobre 2006, Riolo Terme, Teatro Comunale, “Bhailpevaco”, opera rock, per voce recitante, 4 solisti, jazzband, balletto, direttore Claudio Castellari.
  • 13 novembre Basilica di San Marco in Milano, 25 novembre Duomo di San Nicola in Bari, 27 novembre Duomo di Reggio Calabria 2006, “Ave Maria”, per soprano coro e orchestra, Lucia Mastromarino, Direttore Orciuolo;
  • 14 dicembre 2006, il Cairo, Gran Galà, “Ave Maria”, replica;
  • 18 dicembre 2006, Teatro Colosseo Roma, “Bhailpevaco”, opera rock, per voce recitante, 4 solisti, jazzband, balletto, direttore Claudio Castellari, solisti Roberto Tiranti, Paolo Pecchioli;
  • 24 aprile 2007, Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, di Roma “Reconciliation”, cantata per soli e orchestra, con Franco Simone, Lucia Mastromarino, Gabriel Orit, Franco Becconi, Tromba Nello Salza e Sassofono Enzo Filippetti, “Ensemble i Virtuosi” diretti da Andrea Di Mele;
  • 20 settembre 2008, Lampedusa, Piazza della Chiesa Madre, “La Trabaccara”, opera in tre atti in dialetto siciliano, per soli, coro e orchestra. Voce recitante Cosimo Cinieri, Soprano Maria Dragoni, Mezzosoprano Lucia Mastromarino, Tenore, Salvatore Bellia, voci moderne Linda, Valerio Massimo e Caterina Pappalardo;
  • 18 dicembre 2008, Comacchio, Auditorium comunale, replica “Bhailpevaco”.
  • settembre 2010, presentazione del libro “L’utopia dell’Ummita”, editore Morrone, in Lampedusa;
  • febbraio 2011, presentazione del libro “L’utopia dell’Ummita”, in Bagheria, Villa dei Principi di Palagonia;
  • 15 marzo 2014, presentazione del libro “I Forconi siciliani”, in Roma, la bottega del libro;
  • 21 novembre 2016, Teatro Bellini di Catania, “Noli quaerere requiem”, per soli coro e orchestra;
  • 15 dicembre 2018, Teatro Mitreo, in Roma, “Revolution Symphony”, per soli, coro e orchestra.
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